La benedizione dell’unione di una coppia omosessuale a Trapani

L’Alleanza Evangelica Italiana, in relazione alla benedizione dell’unione di una coppia omosessuale avvenuta a Trapani da parte della locale Chiesa valdese,

  • – ricorda come, biblicamente parlando, la chiesa non può benedire ciò che Dio non ha benedetto. Sino a prova biblica contraria, le unioni sessuali al di fuori del matrimonio non sono benedette da Dio e la chiesa ne deve prendere serenamente atto. Se non lo fa, non è più serva della Parola, ma signora sulla Parola.
  • – ricorda altresì che questo atto è frutto di una più che decennale e crescente tendenza all’interno dell’evangelismo che si riconosce nella Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, culminato con l’adesione della FCEI all’appello “Sì lo voglio” favorevole non solo alle unioni di fatto, ma anche al matrimonio civile per tutti e tutte (NEV 24/3/2010).
  • – ribadendo la volontà di dialogo col mondo federato, più volte praticato e ricercato anche su questi temi, l’AEI non può che ripetere che la differenza all’interno dell’evangelismo italiano non sta in un particolare etico o in una diversa sensibilità su alcune questioni, ma in un approccio teologico complessivo che ha delle inevitabili ricadute etiche. Essere evangelici significa praticare il sola Scriptura, anche su temi delicati come questo.

Roma, 9 giugno 2010

Marcia per la libertà religiosa e il pluralismo dell’informazione

19/6/2010 Roma, a partire dalle 15,00 da piazza Bocca della Verità e da concludere a Campo dei Fiori

La libertà religiosa è la madre di tutte le libertà in quanto investe la libertà di coscienza, di pensiero e di professione pubblica della fede di ciascuno. Toccando la libertà religiosa, si tocca tutto il sistema a salvaguardia della libertà di tutti. La libertà religiosa non interessa solo le minoranze, ma è un principio di civiltà che deve interessare tutti, indipendentemente dai credi e dall’appartenenza di ciascuno. La libertà religiosa rappresenta lo sfondo dove ricercare una efficace politica sociale attenta alle differenze (anche religiose), dove incoraggiare scelte segnate da una tolleranza genuina che non camuffa le diversità e da un’azione che sostiene l’integrazione, il dialogo plurale per il bene comune, la tutela dei diritti umani e la partecipazione democratica.

Per le nostre convinzioni e per la nostra storia, siamo totalmente persuasi della necessità di promuovere la libertà religiosa. Come in occasione di raduni AEI di piazza nel 1999 e nel 2007 e della manifestazione AEI-FCEI-FCP del 2009, anche oggi siamo uniti nel chiedere:

  • Che siano definitivamente abrogati i residui di legislazione fascista sui “culti ammessi” che discriminano le minoranze religiose. In uno stato democratico non ci sono “culti ammessi”, ma a tutti viene riconosciuta la piena libertà religiosa.
  • Che sia approvata una legge quadro sulla libertà religiosa che estenda a tutte le confessioni religiose interessate i punti salienti delle intese che sono già legge dello Stato.
  • Che le confessioni religiose che hanno chiesto l’intesa la ottengano in tempi ragionevoli, dando piena attuazione all’art. 8 della Costituzione.
  • Che il Governo italiano si faccia interprete della denuncia delle gravi violazioni della libertà religiosa che si verificano in molti Paesi a danno delle minoranze, tra cui quella evangelica, e si attivi per trovare forme concrete di soluzione a livello bilaterale ed internazionale.
  • Che, oltre alla legge sulla libertà religiosa, in Italia si realizzi un effettivo quadro di pluralismo nell’informazione e nell’accesso ai mezzi di comunicazione di massa. La libertà religiosa è innanzitutto libertà di coscienza e di culto, ma poi deve essere intesa anche come libertà concreta di esercizio e di diffusione del proprio credo. Non è infatti sostenibile - nella prospettiva di un riconoscimento completo dei diritti umani - enunciare principi che poi non trovino riscontro tangibile nelle procedure amministrative, nei regolamenti urbanistici o nella gestione dell’ordine e dello spazio pubblico. Ciò riguarda soprattutto il Servizio pubblico della RAI il cui compito istituzionale è di rappresentare anche la pluralità religiosa e culturale del nostro Paese, ma che sovente vede la presenza evangelica del tutto ignorata. L’esposto del 23/1/2007 all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha evidenziato una situazione di grave sottorappresentazione del pluralismo religioso, senza suscitare alcuna risposta adeguata. Pur rispettando la presenza del cattolicesimo romano, l’Italia non è solo cattolica e questo la RAI non può più ignorarlo.

Il percorso della Marcia sarà:
Piazza Bocca della Verità, Via Teatro Marcello, Campidoglio, Via delle Botteghe Oscure, Piazza Argentina, Corso Vittorio Emanuele, Campo dei Fiori (alle 16.00-16.30). La manifestazione si concluderà con un concerto.

Invitiamo tutte le associazioni religiose, gli organismi culturali, i soggetti politici, i cittadini interessati a partecipare alla Marcia e a far sentire la voce della libertà e del rispetto del pluralismo.

Ufficio stampa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


[Puoi trovare qui il comunicato pubblicato dopo la Marcia e vedere i video dell’evento]


 

Materiale informativo che ha preceduto l’evento:

Il comunicato diffuso dall’ufficio stampa:

doc  -  pdf

Volantino:

Anteprima volantino della manifestazione

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(Per scaricare: click con il tasto destro e scegliere “Salva oggetto / destinazione / documento collegato con nome”)

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