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Ideaitalia - Nuova serie, Anno X · n. 8 · 18 maggio 2026

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SPECIALE ASSEMBLEA FEDERALE DELL’ALLEANZA EVANGELICA ITALIANA

Roma, 16 maggio 2026 

Assemblea AEI (I): “Saldi nell’Eterno, senza deviazioni”

Le varie relazioni a testimonianza di un’Alleanza viva

Roma (AEI), 18 maggio 2026 – “La chiesa è al centro della cura di Dio nella misura in cui essa pone il Vangelo al centro”: questa è stata la conclusione della prima parte della relazione del presidente Giacomo Ciccone incentrata sul Salmo 125:1-2,5 durante l’Assemblea Federale AEI del 16 maggio a Roma.

Pur con le sue precarietà e fragilità, infatti, l’opera dell’Alleanza volta a coltivare l’unità evangelica continua in maniera stabile e continua ad esercitare una voce profetica verso quanti, sia in Italia, che a livello internazionale, “deviano per sentieri tortuosi”, sollecitati dai suadenti stimoli dell’ecumenismo lontano dall’unità biblica.

L’intera giornata è stata dedicata al tema del ricentramento della testimonianza sul Vangelo con la chiesa come protagonista della missione. I lavori assembleari sono stati presieduti da Enrico Calanchi e Liberato Vitale, coordinatori del distretto centro-nord e centro/Sardegna.

Dopo aver ratificato i nuovi membri dell’AEI (sia singoli che chiese), il Presidente Ciccone ha presentato la sua relazione in cui è stato evidenziato l’apprezzato lavoro di preparazione del materiale per la Settimana Internazionale di Preghiera preparato da parte dell’AEI per tre anni consecutivi e tradotto e utilizzato in diverse nazioni.

Oltre all’impegno durante gli incontri istituzionali, l’AEI si è spesa nell’ambito della libertà religiosa con una conferenza al Senato nel febbraio 2025 e con una lettera inviata direttamente al Presidente della Repubblica rispetto al massiccio coinvolgimento delle scuole pubbliche per il Giubileo.

In ambito etico, l’AEI è intervenuta con un comunicato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che riconosceva due madri e ha espresso solidarietà alle chiese ADI, vittime di una comunicazione pubblica stereotipata.

In ambito internazionale il presidente, la vicepresidente Lucia Stelluti e il coordinatore del distretto Nord-est Giuseppe Rizza hanno partecipato all’ assemblea generale della WEA a Seoul.

Il Presidente si è detto particolarmente grato e incoraggiato dall’ingresso di Lucia Stelluti nel comitato dell’Alleanza Evangelica Europea a dimostrazione dell’impegno e del coinvolgimento internazionale dell’AEI.

Alla relazione del presidente sono seguite quelle dei vari distretti (Campania, Nord-Est, Centro-Sardegna, Centro-Nord, Nord-Ovest, Sicilia) che hanno evidenziato la diffusione delle attività dell’AEI, scandite soprattutto dal calendario degli impegni istituzionale (SIP, Giornata di preghiera per la Chiesa perseguitata, Domenica della memoria, domenica della Missione e Giornata del Rifugiato). I coordinatori hanno espresso l’auspicio di vedere più persone coinvolte e una nuova generazione di uomini e donne impegnate nella coltivazione dell’unità evangelica in Italia.

L’assemblea ha preso visione della relazione sul servizio del bollettino Ideaitalia e assunto la decisione che la prossima assemblea federale si terrà l’8 maggio 2027 in luogo ancora da definire. Successivamente il segretario AEI Salvatore Bonaccorsi ha presentato sia il bilancio consuntivo 2025 che preventivo 2026 entrambi approvati all’unanimità: seppure nel 2025 le uscite abbiano sopravanzato le entrate a causa di una pluralità di progetti (Conferenza in Senato, Assemblea WEA a Seul, incontro AE Sud Europa) la consistenza finanziaria dell’AEI è stabilmente positiva. 


Assemblea AEI (II): Vangelo al centro nella testimonianza pubblica

Una meditazione di Pietro Bolognesi sul Salmo 11

Roma (AEI), 18 maggio 2026 – La mattinata è continuata con una meditazione del professor Pietro Bolognesi, ex membro della commissione teologica della Alleanza evangelica mondiale (WEA), sul Salmo 11.

Introdotto da Siro Marangoni, Bolognesi ha proposto quattro piste di lettura del salmo alla luce della necessità di riportare il Vangelo al centro della vita delle chiese: l’ostilità da parte degli empi, la constatazione del profilo sistemico del male, la proclamazione del dominio di Dio e l’assicurazione del suo giusto giudizio.

Bolognesi ha parlato della necessità di elaborare una teologia pubblica fermamente ancorata alle fondamenta del Vangelo. Per i “giusti” il conflitto è infatti permanente e sistemico. “Cosa può fare il giusto quando le fondamenta sono rovinate?” (v.3).

Il salmista non confida in suoi programmi o azioni, ma risponde alla distruzione che osserva intorno a sé proclamando che “il Signore è nel suo tempio santo e ha il suo trono nei cieli” (v.4). Non si tratta di misticismo, fuga dalla realtà, isolamento dal mondo o di un’esclamazione ingenua e banale. Si tratta piuttosto di considerare l’empietà secondo la prospettiva di Dio. Poiché Dio è su sul suo trono, non ha rinunciato al suo dominio e la sua giustizia sarà compiuta.

Tutto il mondo e le sue precarietà sono controllati e visti da Dio. A noi, non resta che recuperare il teocentrismo in ogni ambito della vita e a recuperare le fondamenta della fede per impegnarci in un annuncio pubblico della verità sul mondo. Una teologia evangelica pubblica non scade in soluzioni semplicistiche di religione civile, ma si impegna per la ricerca della verità, abita le questioni di fondo e agisce adeguandosi alla volontà di Dio. Guardare alla gloria di colui il cui trono è nei cieli è l’unico modo per camminare con una fede integrata e cosciente.


Assemblea AEI (III): Tavola rotonda su “Vangelo al centro”

Cosa significa in tempo di crisi

Roma (AEI), 18 maggio 2026 – In risposta alla meditazione di Bolognesi, è stata organizzata una tavola rotonda intorno alla quale altri leader evangelici hanno potuto confrontarsi sul tema.

Il past. Alfredo Giannini, presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali, ha richiamato la necessità di leggere il tempo presente alla luce della Parola di Dio, parlando di una crescente “desertificazione dei valori fondamentali”.

Samuele Pellerito, presidente delle Chiese Elim in Italia, ha messo in guardia dal rischio di un evangelo non cristocentrico. Oggi vengono predicati vangeli politici, culturali, motivazionali

privi della centralità della croce e del ravvedimento ma la chiesa può avere centralità solo se al suo centro c’è il Vangelo biblico.

Doris Meister, segretario Unione Chiese Bibliche Cristiane (UCBC), ha invece richiamato l’episodio biblico del ritrovamento dei rotoli della Legge al tempo del re Giosia. “I rotoli erano sempre lì, ma intere generazioni erano cresciute senza la Parola di Dio”, ha osservato, paragonando quell’esperienza alla situazione contemporanea. Ha evidenziato tre problemi attuali come pericoli da evitare per tornare alla centralità del Vangelo biblico: quello di predicare un Vangelo che risponde esclusivamente alle necessità materiali, un cristianesimo vissuto in chiave esclusivamente individuale e la mancanza di un autentico discepolato capace di formare credenti maturi.

Sul tema delle “fondamenta” si è soffermato anche Orazio Motta, Sovrintendente della Chiesa di Dio in Italia (Church of God, Cleveland Tennessee). In tempo di ingiustizie, la tentazione è quella di perdere il centro, ma bisogna ricordare che il Vangelo annuncia anzitutto che “Dio regna e Cristo è il Signore”. Per il credente, dunque, la risposta non può partire dal panico o dall’autosufficienza, ma dalla fiducia in Dio e nella sua opera.

Giacomo Ciccone, moderatore dell’intervento, ha posto una domanda sul ruolo dell’AEI oggi alla luce della necessità di tenere il Vangelo biblico “al centro”. Le risposte hanno evidenziato una visione comune dell’unità evangelica come comunione nel Vangelo.


Assemblea AEI (IV): uno spazio di collaborazione per la formazione evangelica

Focus sul Forum degli Enti di Formazione Evangelica in Italia

 Roma (AEI), 18 maggio 2026 – Il pomeriggio ha visto un focus sulla stabilizzazione del lavoro del Forum degli Enti di Formazione Teologica in Italia (FEFTI). Si tratta di un’iniziativa promossa e incoraggiata negli anni dalla Commissione Teologia e Dialogo dell’Alleanza Evangelica Italiana e ufficializzata in occasione dell’assemblea federale del 2024, con l’obiettivo di favorire relazioni più strette tra gli enti evangelici operanti nel settore della formazione teologica.

Giuseppe Rizza ha introdotto la presentazione del Forum, ribadendo l’importanza della formazione teologica nel nostro Paese: essa costituisce l’infrastruttura necessaria per la crescita sana della chiesa. Tra le priorità indicate vi è anzitutto quella della leadership evangelica: le chiese, è stato sottolineato, hanno bisogno di uomini e donne formati dalla Parola, capaci di guidare con discernimento, fedeltà biblica e maturità spirituale. Un secondo ambito riguarda le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con un contesto segnato da frammentazione culturale, sfiducia nelle istituzioni, crisi dell’autorità e ansia per il futuro. La formazione biblica deve aiutare i giovani a comprendere che la fede cristiana non è fragile né una fuga dall’intelligenza, ma una visione della realtà capace di interpretare il tempo presente.

Il terzo tema affrontato riguarda il rapporto tra formazione teologica e chiesa locale. “Una teologia senza chiesa diventa astratta; una chiesa senza teologia diventa vulnerabile”: da qui la necessità di costruire rapporti solidi tra scuole bibliche, seminari e chiese locali. Gli enti di formazione, è stato ricordato, non sono chiamati a sostituire la chiesa, ma a servirla nella formazione.

Danny Pasquale, direttore degli studi presso l’Istituto Biblico Evangelico Italiano, ha ricordato che il percorso che ha portato alla nascita del FEFTI ha preso avvio dall’articolo “L’arcipelago formativo evangelico”, pubblicato nel 2020 dalla giornalista Laura Caffagnini sulla rivista Il Regno, che descriveva il panorama della formazione evangelica italiana come una realtà articolata ma richiamantesi alla famiglia dell’Alleanza Evangelica.

Ad oggi fanno parte del FEFTI il Corso Superiore di Cultura Biblica, lo European Nazarene College, l’Istituto Biblico Evangelico Italiano, l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione e l’Istituto Teologico Evangelico Verbum.

Lo scopo del forum è promuovere l’incontro tra enti, il dialogo per confrontarsi e la collaborazione per fare fronte comune per il Regno di Dio. L’iniziativa rappresenta un passo significativo nella promozione dell’unità evangelica anche nell’ambito della formazione teologica, aprendo prospettive di collaborazione sempre più ampie tra le diverse realtà evangeliche italiane.

L’occasione dell’Assemblea ha permesso di presentare la prima iniziativa comune promossa dal FEFTI: un webinar sulla catechesi di J.I. Packer previsto per il 28 settembre in occasione del centenario della sua nascita del teologo evangelico inglese.


 Assemblea AEI (V): Fondazione di chiese e testimonianza nelle città

Spunti da “Chiesa al centro” di Tim Keller

 Roma (AEI), 18 maggio 2026 – A concludere la giornata è stato un panel moderato da Lucia Stelluti sui temi della missione, della fondazione di nuove chiese, della testimonianza urbana e della collaborazione tra realtà evangeliche. Stelluti ha infatti ricordato che l’AEI, lungi dal voler sostituire il lavoro delle chiese locali, esiste per promuovere, incoraggiare, favorire e consolidare le collaborazioni tra esse.

La pubblicazione in italiano del volume di Tim Keller, Chiesa al centro, Torino, La Casa della Bibbia 2025, è stata l’occasione per dialogare su questi temi.

Giosuè Bua, membro di una chiesa ADI di Milano, Gioele di Bartolomeo diacono della chiesa CERBI Breccia di Roma, Eduardo Mondola responsabile della chiesa Apostolica di Sermoneta e Michele Passaretti pastore senior del movimento Nuova Pentecoste di Aversa, si sono confrontati su cosa voglia dire nel contesto italiano avere la chiesa al centro, favorire una testimonianza impattante e contestualizzata.

Uno dei temi centrali emersi è stato quello della fondazione di nuove chiese. Gioele Di Bartolomeo ha osservato come, storicamente, molte nuove comunità evangeliche in Italia siano nate in seguito a divisioni, divergenze o situazioni di malcontento, generando spesso una percezione negativa della fondazione di chiese. Ha invece sottolineato che fondare chiese fa parte della chiamata cristiana, invitando le comunità a uscire dalla propria zona di comfort e a sviluppare un cuore per il Regno più che per la propria chiesa locale.

Sulla stessa linea d’onda Mondola ha sottolineato che le chiese spesso perdono di vista quello che è al centro del cuore di Dio (la missione) per mettere al centro i propri programmi volti all’accrescimento della propria chiesa locale più che alla moltiplicazione di chiese in ogni luogo.

Bua ha richiamato invece il rischio del “campanilismo” italiano trasferito anche all’interno delle chiese evangeliche dove più che reti di collaborazioni si alzano muri di incomunicabilità.

Infine, Michele Passaretti ha richiamato il rischio del “cannibalismo ecclesiale”, dove le relazioni tra comunità vengono vissute in termini di competizione più che di cooperazione. Da qui l’importanza di costruire ponti e relazioni sane anche a livello territoriale e cittadino.

Ognuno degli interventi ha evidenziato l’importanza della collaborazione in reti locali capaci di interpretare i bisogni spirituali e gli idoli delle aree in cui le chiese sono chiamate a lavorare insieme.

 (a cura di Chiara Lamberti)


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