Assemblea del Giubileo (IV): le sfide alla libertà religiosa nell’Europa contemporanea

A difesa della libertà di tutti per annunciare l’evangelo a tutti

Roma (AEI), 13 maggio 2024 – La seconda tavola rotonda ha avuto come fuoco le sfide alla libertà religiosa in Europa. Moderata da Giuseppe Rizza, la conversazione ha avuto come primo contributo quello di Julia Doxat-Purser, rappresentante socio-politico dell’Alleanza Evangelica Europea. Doxat-Purser ha ricordato i principali problemi sul tappeto: a livello legislativo (leggi lacunose o discriminatorie), a livello culturale (mancanza di cultura del pluralismo) e a livello antagonistico (quando la secolarizzazione si trasforma in atteggiamento anti-religioso). Ricordando i vari fronti su cui l’AEE è impegnata a Bruxelles, Doxat-Purser ha detto che gli evangelici non vogliono difendere lo status quo della “cristianità” ma contribuire a creare uno spazio di libertà per tutti. La libertà religiosa è al centro di questo spazio essenziale.

Usha Reifsnider, co-responsabile europea del Movimento di Losanna, ha ripreso il tema della diaspora e di come i fenomeni migratori stanno modificando la configurazione delle chiese in Europa. Ha ricordato come la responsabilità cristiana è di accogliere lo straniero come se fosse un nativo. Le chiese devono essere luoghi di accoglienza e di costruzione di relazioni sia con le persone di fede evangelica sia con quelle di altre fedi. Le conversioni a Cristo, infatti, spesso accadono in persone che sono lontane dal loro contesto abituale e accolte in un nuovo contesto abitato da cristiani.

Francesco Caselli, di Apostolica Magazine, ha tratteggiato alcune sfide che la comunicazione cristiana affronta nel quadro del pluralismo europeo. I media tendono a riflettere le pulsioni presenti nella società e la comunicazione evangelica deve saper combinare la radicalità dei propri impegni per l’evangelo biblico e la capacità di ascolto e di interlocuzione intelligente con il pluralismo ideologico che ci circonda.