Libertà di espressione, l’Alleanza Evangelica Europea sul caso Päivi Räsänen
Preoccupa la sentenza della Corte suprema finlandese
Bonn (EEA), 27 marzo 2026 – L’Alleanza Evangelica Europea esprime preoccupazione e delusione su una vicenda che si è conclusa, dopo sette anni e già due assoluzioni (vedi anche la notizia a questo link: https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/13-attualita-esteri/1279-sostenere-l-etica-biblica-non-e-un-reato-contro-gli-omosessuali), che riguarda la parlamentare finlandese Päivi Räsänen e il vescovo della diocesi missionaria evangelica luterana della Finlandia, Juhana Pohjola e lo fa con una lettera aperta che riportiamo qui di seguito.
L'Alleanza Evangelica Europea (EEA) esprime la sua profonda delusione per la recente sentenza della Corte Suprema finlandese.
In questa sentenza, Päivi Räsänen e Juhana Pohjola sono stati condannati per "aver reso pubblico un testo offensivo nei confronti di un gruppo". Il caso riguarda un opuscolo del 2004, "Maschio e femmina, li creò", che presenta una prospettiva biblica sulla sessualità umana.
La signora Räsänen è stata assolta da un’altra accusa relativa ad un post sui social media. Il pubblico ministero aveva ritirato le accuse riguardanti un'intervista radiofonica. Tuttavia, con una risicata maggioranza di 3 a 2, la Corte ha stabilito che l'opuscolo in questione conteneva contenuti illeciti, infliggendo una considerevole sanzione pecuniaria.
La Corte Suprema ha dichiarato: “Bisogna tenere conto del fatto che il testo, su cui si basa la condanna, non conteneva incitamento alla violenza o minacce analoghe di fomentazione dell'odio. La condotta non è quindi particolarmente grave in termini di natura del reato”.
Considerata questa valutazione, l'EEA ritiene la condanna difficilmente conciliabile con i principi consolidati della libertà di espressione. La libertà di espressione include la tutela di opinioni che possono essere considerate offensive, in particolare laddove non vi sia incitamento alla violenza o danno dimostrabile. Questo caso è inoltre degno di nota in quanto due tribunali di grado inferiore hanno assolto gli imputati e la polizia inizialmente si è rifiutata di indagare.
L'opuscolo era stato originariamente scritto per un pubblico ecclesiastico ed esprime convinzioni teologiche, tra cui un'affermazione della dignità e del valore di tutte le persone. Pur riconoscendo che alcune espressioni possano essere percepite come offensive da alcuni, la soglia per la criminalizzazione dell'espressione dovrebbe rimanere alta.
L'EEA afferma la dignità e la tutela di tutte le persone, comprese quelle che si identificano come LGBTQ+, e respinge ogni forma di odio e violenza. Allo stesso tempo, desta profonda preoccupazione il fatto che questa sentenza permetta di abbassare la soglia per la criminalizzazione della libera espressione e rischi di creare un precedente preoccupante per la libertà di espressione e di religione in tutta l’Europa.
Per maggiori informazioni contattare:
Jan Wessels e Connie Duarte Co-segretari generali dell’Alleanza Evangelica Europea - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; +31 616754574