DOMENICA DEL RIFUGIATO 2026: Chi è il mio Prossimo?
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“Chi è il mio prossimo?”
A Gesù fu posta questa domanda (Luca 10:29). Egli rispose con la parabola del Buon Samaritano: la storia di un uomo che mostrò misericordia a uno sconosciuto indifeso mentre tutti gli altri scelsero di passare oltre.
Su quella strada, era evidente a molti che quell'uomo soffriva, eppure solo uno si avvicinò per aiutarlo. Oggi, la stessa domanda è rivolta a noi: passeremo oltre, oppure tratteremo gli altri come nostri prossimi?
Oggi
In tutto il mondo, milioni di persone percorrono strade difficili, segnate dalla sofferenza e dall'abbandono. I loro viaggi di sradicamento sono caratterizzati da perdite, pericoli e una profonda vulnerabilità, che spesso li rende dipendenti dalla compassione degli sconosciuti per sopravvivere.
Il buon samaritano vide ciò che gli altri scelsero di ignorare e rispose con compassione. Allo stesso modo, siamo invitati a rivolgere la nostra attenzione all'azione e a diventare prossimi nelle parole e nei fatti.
Anche ciò che succede oggi in Italia, come ad esempio quanto accaduto recentemente ad Amendolara (CS), deve stimolarci ad assumere pienamente la nostra responsabilità nella comunità in cui viviamo.
In occasione della Domenica del Rifugiato di quest'anno, incoraggiamo la chiesa evangelica globale a riflettere su come accogliere i più vulnerabili, come essere loro vicini, come dimostrare misericordia e compassione in modi concreti e come dare soluzione alle questioni di fondo.
La riflessione che l’AEI ha promosso negli ultimi anni su questi temi può costituire un punto di partenza per rispondere adeguatamente col Vangelo alle sfide davanti a noi. Per l’approfondimento ricordiamo: “Stranieri con noi”, Studi di teologia – Suppl. N. 7 (2009), “Immigrati e confini responsabili” (AEI 2008), “Immigrazione come sfida per ripensare il paese” (AEI 2009), “Quo vadis cittadinanza?” (AEI 2018), Asylum Crisis Advocacy: policy positions (EEA 2020), “Italy will send asylum seekers to Albania, how do Christians in both countries see the deal?” (Evangelical Focus, 2024).
Cos'è la Domenica del Rifugiato?
La Domenica del Rifugiato è nata 25 anni fa grazie alla Refugee Highway Partnership e all’Alleanza Evangelica Mondiale (WEA). Si celebra la domenica precedente o successiva alla Giornata Mondiale del Rifugiato (20 giugno), giornata istituita dalle Nazioni Unite per onorare i rifugiati di tutto il mondo.
Quest’anno invitiamo tutte le chiese evangeliche a celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato il 14 o il 21 giugno attraverso le seguenti iniziative:
- Preghiamo per i nostri quartieri e per gli sfollati che stanno arrivando tra noi.
- Sensibilizziamo l'opinione pubblica condividendo le storie e le esperienze dei rifugiati e le sfide che continuano ad affrontare.
- Coinvolgiamo bambini e ragazzi nella preghiera, nel culto e nell'apprendimento delle storie di coloro che sono stati costretti a fuggire dalle proprie case.
Scopri di più sulla Giornata Mondiale del Rifugiato qui.
Coinvolgere la chiesa
Traendo ispirazione da questa storia, invitiamo le chiese a riflettere nuovamente: chi è il nostro prossimo oggi? E come siamo chiamati a rispondere?
La vostra chiesa può scegliere di pregare insieme il 21 giugno, predicare un sermone sul cuore di Dio per i rifugiati e le persone vulnerabili, oppure invitare rappresentanti di missioni coinvolte direttamente nel lavoro con i rifugiati a parlare di come le chiese possono collaborare con alcune delle comunità più vulnerabili del mondo.
Leggi qui per ulteriori informazioni, risorse e altre opportunità di collaborazione. In questo mese e non solo, sostieni la causa dei rifugiati e degli sfollati.


