Domanda: “La nostra chiesa ha realmente bisogno di soldi per restauri urgenti nella sala in cui ci riuniamo e per continuare a portare avanti i progetti di chiesa.

È sbagliato usare il denaro di una vincita alla lotteria, giacché alcuni della mia chiesa la paragonano alle scommesse?” . Ecco alcune risposte giunte al nostro Forum.

Soldi spesi bene?

•   “C’è chi sostiene che, se una chiesa usa denaro vinto a una lotteria o in concorsi simili, qualunque sia il progetto a cui sarà destinato, quel denaro sarà ben utilizzato. Secondo questa prospettiva, non sembrerebbero esserci problemi...”

•   “L’impiego di questo denaro pone una questione molto delicata: lascia intendere che la chiesa sia favorevole a lotterie e simili. Sarei più propenso ad evitare di accettare quei soldi e di usarli. Se, tuttavia, una chiesa locale li accetta, personalmente non mi sentirei di criticarla, salvo che io stesso non sia disposto a supplire alle sue necessità con i miei soldi.”

•   “Se un vincitore di lotteria decidesse di donare questo denaro per l’opera di Dio, sarei incline ad accettarlo. Prima che qualcuno possa darmi dell’ipocrita, vorrei far notare che Gesù accettò l’offerta di una «donna di dubbia reputazione»: da dove prese, quella donna, quella grossa somma? Ma se il donatore fosse un credente, vedrei la necessità di discutere con lui la questione delle priorità e del suo atteggiamento verso il denaro. In primo luogo, che cosa gli ha fatto scegliere di giocare al lotto? E così via.”

•   “Detesto scommettere e mi rattrista vedere il modo in cui le varie lotterie incoraggino l’avidità ed erigano false speranze di ricchezza materiale. D’altra parte, è innegabile che molti di coloro che giocano hanno contribuito con grosse somme a sviluppare opere di beneficenza e aiuti umanitari. In sostanza, una vincita alla lotteria, per la chiesa, è una buona occasione per presentare agli scommettitori Gesù Cristo come l’unica Fonte di vera speranza per un futuro reale.”

 Accettali per il tuo Paese

•   “Se l’edificio in cui si riunisce la chiesa appartiene alla categoria dei beni artistici, la chiesa ha il dovere di prendersene cura, perché fa parte dell’eredità culturale del Paese. In tal caso, che piaccia o no, lo Stato ha scelto di partecipare al restauro di tali edifici anche con una parte delle vincite delle lotterie; quindi, sono favorevole all’uso di questi soldi.”

•   “Mi sembra che Dio, per sostenere la Sua opera, non abbia bisogno di proventi di questo tipo. Egli non è a corto di mezzi! Il problema è che i soldi, molte volte, rimangono nei nostri portafogli! In genere, sono convinto che, se Dio chiama una chiesa a fare qualcosa, è anche in grado di renderla capace di sostenerne i costi. Se ciò non accadesse, potrebbe darsi che la chiesa non dia abbastanza, o che Dio non l’abbia effettivamente chiamata a quel particolare compito…”

 “Non desiderare…”

•   “L’uso dei soldi vinti a una lotteria non rientra nei casi che l’apostolo Paolo intende quando sostiene che non ci sono problemi a mangiar carne (di cui s’ignora la provenienza) in casa di qualche non credente. Però, poi prosegue dicendo: ‘Ma se qualcuno vi dice «Questa è carne di sacrifici», non ne mangiate’ (1 Co 10:28).”

•   “Negli ultimi dieci anni appare sempre più evidente che la nostra legislazione è in aperto contrasto con i Dieci comandamenti, l’ultimo dei quali prescrive di «non desiderare». Ora, le lotterie nazionali sono i più grandi espedienti legalizzati d’incoraggiamento all’avidità che abbiamo avuto nella storia del nostro Paese. Chi compra un biglietto della lotteria certo non lo fa per partecipare a una qualche beneficenza, ma per ottenere i soldi del prezzo dei biglietti di tutti i suoi connazionali. Dio è indubbiamente capace di aiutare la chiesa a procurarsi soldi con mezzi trasparenti!”

 Un minimo di credibilità

•   “In un mondo interamente decaduto non esistono soldi «immacolati»! Le chiese che si rifiutano di utilizzare il denaro vinto alle lotterie, ma poi non si fanno un problema di avere al proprio interno membri che lavorano per multinazionali di dubbia fama, si pongono in una posizione come minimo ipocrita.”

•   “Credo che le lotterie nazionali facciano soldi vendendo frottole, come quella che il denaro possa risolvere ogni problema. Penso specialmente al «Gratta e vinci», che sfrutta poveracci e disperati, i quali spendono soldi necessari al loro sostentamento, sperando contro speranza di vincere quanto basta per saldare i debiti e saltare fuori dalla povertà.”

•   “Come si potrebbero giustificare progetti comunitari e incoraggiare una buona amministrazione di tutte le risorse, quando in ogni angolo ritroviamo targhe di riconoscimento (condizione indispensabile!) di scommettitori/donatori? Ci sono tante risorse in alternativa, sia pubbliche sia private, anche previste dalla legge, per ricevere soldi: non appoggiamoci, allora, a un’«industria» che colpisce duramente i più poveri!”

 

L'Alleanza Evangelica Italiana