Riflessioni sul
documento da inviare ai membri della Convenzione europea
Seminario di Milano sui temi dell'Europa
Sabato 14 dicembre 2002 si è tenuto a Milano l'atteso seminario,
organizzato dall'AEI, sui temi dell'Europa.
Il seminario si è svolto in concomitanza con il vertice di Copenhagen
(Danimarca), dove è stato deciso l'ingresso nell'Unione Europea
di numerosi altri Stati.
Dopo il saluto del presidente dell'AEI, Roberto Mazzeschi, che ha sottolineato
l'importanza dell'Alleanza come "casa comune degli evangelici",
è stato distribuito un documento, preparato da una commissione
di studio, intitolato: "Un contributo evangelico ai lavori della
Convenzione europea" [vedi a p. 3 di questo numero d'Ideaitalia].
I circa 50 partecipanti si sono quindi suddivisi in gruppi di approfondimento
e di discussione sulla base dei tre punti principali del documento.
Il primo ricorda la necessità che l'Europa riconosca una base di
valori di riferimento e, in questo senso, prende atto che la Carta dei
diritti fondamentali (Nizza, 2000) contiene il richiamo ai valori fondamentali
per l'Europa, anche se non cita le radici cristiane del continente.
Il secondo punto indica nel modello federale l'architettura istituzionale
in grado di armonizzare la diversità europea con l'unità
d'intenti dei vari stati.
A questo proposito, l'Europa deve individuare poche e sicure funzioni
da attribuire alla Federazione, lasciando tutte le altre sfere di competenza
agli Stati membri. Il documento richiama anche il concetto di "sovranità
delle sfere" quale contributo evangelico alla discussione su come
si debba pensare l'articolazione di una società plurale.
Il terzo punto esprime l'auspicio che l'Europa si doti di un forum permanente
tra istituzioni europee e rappresentanze religiose, per interloquire su
temi d'interesse comune.
L'EEA, cioè l'Alleanza evangelica europea, è l'organismo
che potrebbe rappresentare gli evangelici europei in questo luogo di dialogo.
Nel corso della discussione, alcuni partecipanti hanno espresso il proprio
compiacimento per il contributo originale del documento e perché
esso non si limita a rivendicare i diritti di una minoranza, ma pensa
alle grandi questioni sul tappeto, indicando una pista di riflessione
evangelica.
Altri partecipanti hanno detto che, finalmente, gli evangelici non subiscono
passivamente le decisioni altrui, ma contribuiscono alla discussione in
modo integro e creativo.
Il documento sarà inviato ai membri della Convenzione europea.